30 gennaio 2022: Festa della Famiglia
Il 30 gennaio 2022, nella nostra Chiesa ambrosiana, si festeggia la Festa della Famiglia, per il secondo anno consecutivo in un clima di restrizioni causa pandemia. Anche nella nostra parrocchia alcune iniziative che erano state pensate appositamente per le famiglie del nostro oratorio sono state rimandate, nella speranza che si possa riprendere al più presto una vita normale.Nel frattempo, quest’anno vorremmo offrire ai nostri lettori adulti un pensiero di Benedetto XVI:“Nel Vangelo non troviamo discorsi sulla famiglia, ma un avvenimento che vale più di ogni parola: Dio ha voluto nascere e crescere in una famiglia umana. La Santa Famiglia di Nazareth è veramente il prototipo di ogni famiglia cristiana che, unita nel sacramento del matrimonio e nutrita dalla Parola e dall’Eucaristia, è chiamata a realizzare la stupenda vocazione e missione di essere cellula viva non solo della società, ma della Chiesa, segno e strumento di unità per tutto il genere umano”.
Non dimentichiamo, però, anche i ragazzi, con questo invito (tratto da un sussidio diocesano) a costruire l’amore proprio nelle nostre famiglie:
“Iniziamo da qualcosa di semplice. Amare significa fare il bene dell’altro. Beh, non è poi così semplice, perché bisogna volerlo. E poi occorre saper osservare gli altri, capire i loro bisogni e stare attenti a farsi vicini con affetto e rispetto. Dovremmo sempre chiederci: di che cosa ha bisogno la mia mamma? E il mio papà? E mio fratello? Che posso fare io ora? Non rimanere senza fare niente è il primo passo… Alzarsi e correre in aiuto è un’abitudine che si impara in casa”.
“Iniziamo da qualcosa di semplice. Amare significa fare il bene dell’altro. Beh, non è poi così semplice, perché bisogna volerlo. E poi occorre saper osservare gli altri, capire i loro bisogni e stare attenti a farsi vicini con affetto e rispetto. Dovremmo sempre chiederci: di che cosa ha bisogno la mia mamma? E il mio papà? E mio fratello? Che posso fare io ora? Non rimanere senza fare niente è il primo passo… Alzarsi e correre in aiuto è un’abitudine che si impara in casa”.
Auguri a tutte le famiglie, perché possano essere davvero “officine” d’amore, secondo l’esempio del Vangelo!
Qui Caritas
La nostra Caritas parrocchiale avrebbe bisogno scaldabiberon e scarpe sportive da uomo, numeri 40, 41, 42.
Occorre fissare un appuntamento per la consegna, telefonando al numero 3534159871. Grazie a chi potrà offrire il proprio aiuto!
Occorre fissare un appuntamento per la consegna, telefonando al numero 3534159871. Grazie a chi potrà offrire il proprio aiuto!
Di Anta In Anta
Si avvisano i membri del gruppo che anche l’incontro del 1 febbraio è sospeso. Nella speranza di riprendere la settimana successiva, vi rimandiamo al prossimo numero de “La Voce” per ulteriori comunicazioni.
Giornata per la vita
Sabato 4 e Domenica 6 febbraio si celebra la 48° Giornata per la Vita, indetta dalla CEI. Anche la nostra parrocchia aderisce all’iniziativa “Un fiore per la Vita”, che consiste nella vendita (quest’anno in oratorio) di coloratissime primule, che ci fanno respirare aria di primavera! Il ricavato della vendita sarà interamente devoluto a sostegno delle mamme e dei bambini del Centro di Aiuto alla Vita della Clinica Mangiagalli di Milano. La vendita in Oratorio sotto il portico avverrà al termine di ogni messa della domenica iniziando da quella prefestiva del sabato sera.Letti per voi
Titolo: Se questo è un uomo e I sommersi e i salvati Autore: Primo Levi
Casa editrice: Einaudi
Casa editrice: Einaudi
13 dicembre 1943: Primo Levi viene catturato e internato nel campo di prigionia di Fossoli, per poi essere stipato con altri seicentocinquanta prigionieri su un treno per il bestiame verso Auschwitz. Così inizia il viaggio dell’autore “verso il nulla, verso il fondo”. Il treno, come la barca di Caronte, conduce le anime alla porta dell’Inferno, sulla quale compare l’agghiacciante scritta “Arbeit macht Frei”.

Se questo è un uomo e I sommersi e i salvati, da leggere possibilmente insieme, offrono uno spaccato dettagliato degli orrori dei campi di prigionia. La descrizione di un luogo in cui si diventa incapaci di ricordare e persino di essere felici. Quello che lì è accaduto non si può dimenticare, così le testimonianze di Levi costituiscono un monito all’umanità intera: “Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore, stando a casa andando per via, coricandovi, alzandovi; ripetetele ai vostri figli.”
