La stanza interiore
Un semplice suggerimento per vivere i giorni e le settimane della Quaresima è quello di saper rientrare un po’ in noi stessi.
Uscire è il verbo che accompagna perlopiù le nostre giornate. Usciamo per andare al lavoro, a scuola, a fare la spesa; usciamo per vedere gli amici, per accompagnare gli animali domestici a prendere una boccata d’aria, per incontri o impegni programmati…; si esce anche rimanendo in casa seguendo e ascoltando la TV o i social, le riviste o i giornali. Si esce. La Quaresima potrebbe divenire per ciascuno il richiamo a rientrare in se stessi. Senza trucchi, senza recite. Un tempo in cui Dio ci invita a scendere dal palco del nostro io esteriore, dell’essere di qui e di là, qui e là anche contemporaneamente, per tornare al cuore, al silenzio, all’adorazione e porci domande fondamentali: come sto vivendo, cosa sto costruendo, che cosa sto cercando…
Senza accorgerci, piano piano, si radica in noi la convinzione che “uscire da noi stessi” sia una delle poche strade che ci permettono di essere considerati e nel contempo di sentirci appagati quasi che il quotidiano ripetitivo, di azioni, luoghi e volti ci stia stretto e ci soffochi e che senza ostentazioni social, senza un pubblico abbastanza vasto, ci sentiremmo poco apprezzati e soli, quasi insignificanti. Il gesto simbolico di inizio quaresima che accompagna la chiesa è quello di ricevere la cenere sul capo. Un gesto che ci ricorda come da un lato la nostra vita sia un soffio, una polvere, ma dall’altro che proprio su questa polvere Dio ha soffiato il suo alito di vita. Siamo cenere…amata da Dio. Cenere che viene plasmata, curata, modellata con amore, affinché prenda e doni vita a sua volta. Dio ama la nostra polvere e noi stessi siamo chiamati ad amare i fratelli che abbiamo accanto cercando di essere attenti agli altri, di vivere la compassione ed esercitare la misericordia che comprende, accoglie e sopporta, perché tutti, nessuno escluso, si ricordi che “polvere sei e polvere tornerai”.
Ma questo è possibile solo rientrando in noi stessi. Senza accorgercene ci ritroviamo a non avere più un luogo segreto in cui fermarci e custodire noi stessi, immersi in un mondo in cui tutto, anche le emozioni e i sentimenti più intimi, deve diventare social. Persino le esperienze più tragiche e dolorose rischiano di non avere un luogo segreto che le custodisca: tutto dev’essere esposto, ostentato, dato in pasto alla chiacchiera del momento.
Gesù ci ricorda invece quanto sia importante “entrare nel segreto, nella stanza interiore, ritornare al centro di noi stessi”: “Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. (Mt 6,3). E ancora: “Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. (Mt6,6). Nel segreto, là dove forse albergano anche tante paure, sensi di colpa e peccati, là il Signore discende per sanarti e purificarti. Entriamo nella nostra camera interiore: là già abita il Signore e la nostra fragilità è accolta e siamo amati senza condizioni.
Concludo dicendo che ciascuno potrebbe scegliere un gesto e un impegno per curare di più “il segreto” della propria persona e disintossicarsi dall’abitudine di esporsi, di uscire, quasi fuggendo, dal proprio animo.
Buona Quaresima,
d.Adriano
Quaresima
Nella nostra parrocchia, vivremo con una attenzione particolare le giornate del venerdì di Quaresima: alle 8:30, celebrazione della Via Crucis e alle 18:15 in chiesa il Quaresimale, che sarà incentrato sulle parole del Giubileo. Venerdì 11 aprile, dalle ore 18.30 circa, si terrà il pellegrinaggio giubilare decanale a piedi (o con mezzi pubblici per chi lo desidera) alla basilica giubilare di S. Ambrogio. Seguiranno informazioni dettagliate. Venerdì 21 marzo e venerdì 4 aprile vi è la possibilità, dopo il Quaresimale, di vivere una “cena povera” presso il salone dell’oratorio in S.Andrea alle ore 19.30 (è richiesta la prenotazione una settimana prima in parrocchia: 02.58306894; email: segreteria@chiesasantandreamilano.it).
Dal gruppo “Di anta in anta”: un racconto
Lo scorso 4 marzo il nostro gruppo degli Anta in anta si è recato alla mostra “Il Genio di Milano” presso le Gallerie d’Italia in Piazza della Scala con l’ormai consueta e impareggiabile guida Maria. Lasciamo la parola a Paola per una testimonianza al riguardo: “Dopo aver visto la mostra “Il Genio di Milano”, mi sono ancora una volta resa conto di quanto sia stimolante vivere in questa città. Spesso ce lo dimentichiamo, travolti dai ritornelli delle lamentele e sommersi dal vuoto e insipido chiacchiericcio dei social. La mostra mi ha riportato a un tempo che fu, a una città aperta al mondo, disposta ad accogliere e a condividere saperi, assetata di bellezza e splendore. Il Duomo ne è il simbolo, una cattedrale che si staglia nel cielo ma dalle fondamenta profonde, che accoglie strati di storia e restituisce una visione del mondo concreta e intrinsecamente legata a ogni fase della sua costruzione. Una città che accoglie artisti, che ne assorbono l’anima fino a farla diventare propria. Una città che si apre, proprio come il nostro gruppo, che insieme allo zoccolo duro del gruppo degli “anta”, si arricchisce ogni volta di persone e sorrisi.” Alla prossima!
Qui terza età: il programma di marzo
Il gruppo “Anta in Anta” si incontra generalmente ogni venerdì alle ore 15:30 nel salone di via Crema, 26. Ecco il programma dei prossimi incontri:
- Venerdì 21 marzo: TOMBOLATA
- Venerdì 28 marzo: CATECHESI CON DON ADRIANO
Defunti
Affidiamo al Padre con il nostro ricordo e la nostra preghiera LUCIA TORTORICI e FIORINA DEL CORNO, defunti in questa settimana.
