La casa costruita sulla roccia
Lo scorso s
abato 25 settembre, nel nostro Duomo, l’Arcivescovo Delpini ha ordinato diaconi 22 seminaristi diocesani, tra cui il nostro Emanuele Lupi, che abbiamo intervistato sullo scorso numero de “La Voce”. Domenica scorsa don Emanuele ha pronunciato la sua prima omelia durante la S.Messa delle ore 10 e sia sabato sera sia durante tutta la giornata di domenica è stato presente in mezzo a tutti noi. Lo ringraziamo ancora e gli rivolgiamo di nuovo un affettuoso augurio, con alcune parole tratte dall’omelia dell’Arcivescovo, che sono di incoraggiamento, non solo per i nuovi diaconi, ma anche per tutto il popolo di Dio. «Per costruire la casa dell’uomo saggio che resiste alla grande rovina
dobbiamo vivere della parola che chiama. La stabilità è quindi nell’andare, non nello stare fermi, nell’uscire, non nel chiudersi (…) La paradossale stabilità della Chiesa si esprime nel continuare a muoversi per seguire Gesù, per non dimenticarsi della beneficenza che incontra i poveri e vive la comunione dei beni. Usciamo dunque verso di lui fuori dall’accampamento, portando il suo disonore, cioè l’amore che viene rifiutato e disprezzato, l’ostinazione a perdonare, per compiere il desiderio del Padre che non vuole condannare, ma salvare il mondo. Andiamo portando il suo disonore a visitare le vittime della grande rovina per offrire una parola di speranza, perché sia annunciato il Vangelo della gloria del crocifisso. (…) Noi non sappiamo se le vittime della grande rovina saranno disponibili e contente di rimettersi a costruire con saggezza una casa che resista alla pioggia, ai fiumi, ai venti. Ma noi siamo mandati per (…) fare questo con gioia e non lamentandosi.»
abato 25 settembre, nel nostro Duomo, l’Arcivescovo Delpini ha ordinato diaconi 22 seminaristi diocesani, tra cui il nostro Emanuele Lupi, che abbiamo intervistato sullo scorso numero de “La Voce”. Domenica scorsa don Emanuele ha pronunciato la sua prima omelia durante la S.Messa delle ore 10 e sia sabato sera sia durante tutta la giornata di domenica è stato presente in mezzo a tutti noi. Lo ringraziamo ancora e gli rivolgiamo di nuovo un affettuoso augurio, con alcune parole tratte dall’omelia dell’Arcivescovo, che sono di incoraggiamento, non solo per i nuovi diaconi, ma anche per tutto il popolo di Dio. «Per costruire la casa dell’uomo saggio che resiste alla grande rovinadobbiamo vivere della parola che chiama. La stabilità è quindi nell’andare, non nello stare fermi, nell’uscire, non nel chiudersi (…) La paradossale stabilità della Chiesa si esprime nel continuare a muoversi per seguire Gesù, per non dimenticarsi della beneficenza che incontra i poveri e vive la comunione dei beni. Usciamo dunque verso di lui fuori dall’accampamento, portando il suo disonore, cioè l’amore che viene rifiutato e disprezzato, l’ostinazione a perdonare, per compiere il desiderio del Padre che non vuole condannare, ma salvare il mondo. Andiamo portando il suo disonore a visitare le vittime della grande rovina per offrire una parola di speranza, perché sia annunciato il Vangelo della gloria del crocifisso. (…) Noi non sappiamo se le vittime della grande rovina saranno disponibili e contente di rimettersi a costruire con saggezza una casa che resista alla pioggia, ai fiumi, ai venti. Ma noi siamo mandati per (…) fare questo con gioia e non lamentandosi.»
Inizio nuovo anno oratoriano
Domenica 25 settembre, durante la S.Messa delle ore 10 è stato conferito il mandato a catechisti, educatori, allenatori e registi, che operano nel nostro oratorio. Si è aperto così ufficialmente il nuovo anno oratoriano 2021/2022, contrassegnato dal motto diocesano “Ama. Questa sì che è vita!”. Buon cammino a tutti!Un ringraziamento
Il gruppo “Di anta in anta”, che ha trascorso alcuni giorni a Diano Marina, ha deciso di destinare l’ammontare di una quota di partecipazione al viaggio al sostentamento delle spese della nostra parrocchia. Ringraziamo questi parrocchiani per la loro generosità!
Letti per voi
Titolo: The hate U give. Il coraggio della verità

Autore: Angie Thomas
Casa editrice: Giunti
Età di lettura: 13+
Starr Carter è un’adolescente americana con una doppia vita: da un lato vive in un sobborgo malfamato dove le gang hanno il controllo delle strade e molti, anche giovanissimi, sono coinvolti nelle attività di spaccio; dall’altro frequenta un liceo di soli ragazzi bianchi in uno dei quartieri più ricchi della città. In entrambi i casi, però, Starr si sente fuori posto: a scuola è costretta a cambiare persino il modo in cui parla per sentirsi accettata, mentre alle feste del “ghetto” viene discriminata e accusata di essere una snob. Ma proprio a una di queste feste, Starr assiste all’omicidio di un amico d’infanzia da poco ritrovato, Khalil Harris, per mano di un agente di polizia bianco. La ragazza si trova di fronte a un bivio. Ha la possibilità di aiutare non solo Khalil ad avere giustizia, ma di farsi portavoce delle esigenze di un’intera comunità. Allo stesso tempo ha paura di perdere la posizione che si è conquistata a fatica nella sua scuola. Un romanzo onesto, profondo, che fa infuriare e commuovere. Angie Thomas ci dà una panoramica su cosa significhi essere afroamericani negli Stati Uniti con un linguaggio semplice, ma non superficiale. Una lettura che ci mostra il nostro strumento più potente: la nostra voce. Perché la nostra opinione conta e può fare la differenza.
